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Affrontare la demenza? Insieme si può – ciclo conferenze 2018

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L’associazione “Un abbraccio per l’Alzheimer” in collaborazione con l’associazione “Con Amore e Con Rabbia” organizzano per il periodo dell’autunno 2018 un ciclo di conferenze dal titolo “Affrontare la demenza? Insieme si può!” nel territorio di Padova e provincia. L’iniziativa ha lo scopo di promuovere la prevenzione delle patologie cognitive attraverso la diffusione delle buone prassi per la cura di sé, oltre che fornire informazioni e sostegno alle famiglie che assistono persone con deterioramento cognitivo. Le conferenze della durata di circa due ore saranno aperte a tutti e gratuite e si svolgeranno nelle sale concesse dai vari comuni patrocinanti l’iniziativa. I relatori saranno esperti del settore che metteranno a disposizione le loro conoscenze e risponderanno alle domande dei partecipanti.

Dott. Cristian Bisato
Consulente scientifico
Associazione Un Abbraccio per l’Alzheimer

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AFFRONTARE LA DEMENZA? INSIEME SI PUO’
Ciclo di conferenze per sostenere le famiglie che assistono a casa persone con Alzheimer e per stimolare attraverso la cura di sé un invecchiamento attivo PADOVA. Le associazioni di volontariato “Un abbraccio per l’Alzheimer” e “Con Amore e con Rabbia”, in collaborazione con l’Istituto Luigi Configliachi organizzano tre mesi di eventi per sensibilizzare e informare la cittadinanza del territorio di Padova e provincia sulla malattia di Alzheimer. L’evento è patrocinato dall’Ulss6 Euganea oltre che da una rete di comuni aderenti sensibili al tema. Gli incontri spaziano dalla prevenzione delle malattie degenerative, alla gestione dei malati a domicilio, dagli aspetti legati alla cura dello stress
dei familiari agli aspetti medico legali. I docenti sono tutti professionisti impegnati da tempo nella cura della malattia.
Inaugurazione della manifestazione sabato 22 settembre, in occasione della giornata Mondiale sull’Alzheimer, con un Flashmob alle 15.30 davanti a Palazzo Moroni. A seguire intervento delle autorità.
Tra i tanti eventi segnaliamo la serata del 19 ottobre dal titolo “La capacità di Resilienza di fronte alle difficoltà della vita” in cui interverrà lo scrittore padovano Matteo Righetto, in un dialogo con una psicoterapeuta e una figlia che assiste la mamma con demenza e quotidianamente affronta con coraggio tutte le emozioni legate alla cura.
L’Italia e’ uno dei Paesi al mondo con la più alta percentuale di persone anziane. Il numero totale dei pazienti con demenza e’ stimato in oltre un milione (circa 600.000 con Alzheimer) e circa 3 milioni sono le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei loro cari. Dai dati rilevati dal Report della Regione Veneto “Il decadimento cognitivo nel Veneto” (2013) si evince che in Veneto complessivamente sono attese 115.645 nuove
persone malate nei prossimi anni: il 9.25% della popolazione. Nella provincia di Padova i casi attesi sono 21248.
L’iniziativa è rivolta a familiari e professionisti, ma anche a volontari e badanti, con lo scopo di fornire informazioni pratiche su come affrontare i difficili cambiamenti che la diagnosi di demenza porta in ogni famiglia. Nello stesso tempo particolare attenzione quest’anno è posta sul tema della prevenzione con particolare focus alla cura di sé per stimolare un invecchiamento attivo attraverso: movimento, alimentazione sana, cura della propria mente, e relazioni sociali positive e nutrienti.
Oltre a Padova, con i quartieri 2 e 3 sono coinvolti i comuni di Noventa Padovana, Saonara, Vigonza, Legnaro, Ponte San Nicolò, Abano Terme.

“Abbiamo scelto di investire energie e risorse per organizzare questi eventi nel territorio -spiega Cristian Bisato, psicologo psicoterapeuta, consulente scientifico dell’associazione “Un Abbraccio per l’Alzheimer”- perché crediamo fortemente nella necessità di avvicinare le famiglie che vivono il dramma dell’assistenza ad una persona malata di demenza.
Vogliamo innanzitutto che non si sentano sole e abbandonate, che possano acquisire degli strumenti per gestire sempre meglio la relazione con il proprio caro e affrontare lo stress legato all’assistenza”.
“Le famiglie che incontriamo all’intero dei servizi che gestiamo gratuitamente, come i Centri Sollievo di Montà e Cadoneghe o il “Caffè corretto Alzheimer di Ponte di Brenta -sottolinea Margherita De Cinti Presidente dell’associazione- portano il fardello enorme della fatica dell’assistenza, i familiari si sentono spesso soli e impotenti, gravati dai sensi di colpa e senza prospettive. Incontriamo le famiglie per dire loro che la malattia non è la fine, ma un nuovo inizio, che i propri cari malati anche se perdono la memoria e le parole, e magari hanno comportamenti strani, restano sempre persone con emozioni e sentimenti che vanno accolte e stimolate. E soprattutto che esistono tante opportunità per affrontare questa situazione difficile. Noi volontari e familiari di persone malate lo sappiamo, ci siamo già passati. Grazie all’aiuto di professionisti preparati ognuno può trovare la sua soluzione per  affrontare la malattia, noi li aiutiamo a non giudicarsi ma ad accogliersi nella loro scelta”.
“Nella nostra esperienza con i laboratori di Arteterapia -precisa Bisato- le emozioni positive vissute sono perdurate per diversi giorni dopo il termine dell’incontro, aumentando il benessere e la qualità della vita della persona malata, anche se il ricordo dell’esperienza era svanito. Questo ci insegna che stimolare emozioni positive nei nostri cari malati è indispensabile ed ha effetti duraturi”.
“Quest’anno ci siamo rivolti anche agli anziani sani -precisa Giovanni Foffano, Presidente dell’associazione Con Amore e Con Rabbia- la ricerca scientifica dimostra che prevenire le malattie degenerative è possibile con uno stile di vita sano: prestando attenzione all’alimentazione, al movimento fisico, alla cura della propria mente anche attraverso
specifici percorsi di potenziamento della memoria, e avendo cura di non isolarsi ma continuando a coltivare spazi di socialità e di incontro con gli altri. Particolare attenzione come associazione stiamo mettendo sulla meditazione (mindfulness) sia per la gestione dello stress dei familiari che come proposta di cura della propria mente per l’anziano stesso”.

 

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